| Cospicua ricompensa di un amore sincero, batte le ciglia in un assolo di affranti ricordi. Corte di un regno fittizio; Ascende all'ameno simposio dell’eterno ricredersi. Così fatta appare all'idilliaco mio iride e sì proposta scalza le prospettive veneree dell’astio passato; E’ una musa cortigiana; Urlante di dolore e mestamente crucciata. Ora in cammino tra le fronde del mandorlo, ora in pianto sulle falde turbinose della mente sleale. Oriunde e fatiscenti prove di un realismo congenito e dell’irriso carnevale in mi animo. Proponi o tu regina, l’intorno mio esistere; Ricostituisci ancora le sillabe del nostro ribelle poetare. Giungeremo con mano in mano alla casa di cupido, piegando il tempo e stracciando millesimi di eros. Cosicché il tuo pianto diventi cuore e la tua anima diventi mia voce. |

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