venerdì 13 giugno 2008

MUSA CORTIGIANA

Cospicua ricompensa
di un amore sincero,
batte le ciglia
in un assolo
di affranti ricordi.

Corte di un regno fittizio;
Ascende all'ameno simposio
dell’eterno ricredersi.

Così fatta appare
all'idilliaco mio iride
e sì proposta
scalza le prospettive veneree
dell’astio passato;

E’ una musa cortigiana;
Urlante di dolore
e mestamente crucciata.
Ora in cammino
tra le fronde del mandorlo,
ora in pianto sulle falde
turbinose della mente sleale.

Oriunde e fatiscenti prove
di un realismo congenito
e dell’irriso carnevale
in mi animo.

Proponi o tu regina,
l’intorno mio esistere;
Ricostituisci ancora le sillabe
del nostro ribelle poetare.

Giungeremo con mano in mano
alla casa di cupido,
piegando il tempo
e stracciando millesimi di eros.

Cosicché il tuo pianto diventi cuore
e la tua anima diventi mia voce.